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Disegni che raccontano fiabe, accoglienza a livello alberghiero, per trasformare gli ambienti ospedalieri in luoghi accoglienti.

A Exposanità Sally Gallotti, designer e cartoonist ha messo a punto l’innovativo approccio dell’Umanizzazione Pittorica® Certificata.

Sally realizza allestimenti di Healthcare Design sulla base delle caratteristiche fisiche degli ambienti sanitari, ma soprattutto sul tipo di degenza.

I progetti prevedono l’uso di materiali tecnologicamente avanzati e sempre rispondenti alle più recenti norme ospedaliere di sicurezza e salute.

Sally Galotti in 20 anni di attività sul campo ha “Umanizzato” circa 100 reparti in Italia, (tra i quali il Gaslini di Genova, Bambino Gesù, San Raffaele, Policlinico Gemelli, Umberto Primo di Roma, Federico II° Napoli, Buzzi e San Donato di Milano, Meyer Firenze, S.Orsola di Bologna, Bufalini di Cesena e tanti altri) e all’estero.



Intervento di Sally Galotti invitata al Convegno Nazionale Radiologia sulla Umanizzazione Pittorica ® in Radiologia

Convegno Nazionale Radiologia - Riccione

Intervento sull' "Umanizzazione Pittorica ®" degli ambienti ospedalieri: vengono presentati gli esempi della Radiologia Senologica dell'Ospedale Mangiagalli di Milano e delle Radiologie dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Gli allestimenti e le immagini utilizzate (create specificatamente da Sally Galotti) sono frutto di attenti studi e test svolti assieme al dipartimento di psicologia dell'Università di Bologna.

i Materiali utilizzati per gli allestimenti sono ecologici, certificati e rispondenti alle più stringenti norme italiane e internazionali per ambienti ospedalieri con garanzie di manutenzione ed inalterabilità.

Sally Galotti: “Coloriamo gli ospedali” (video)

Un lavoro infaticabile portato avanti da 17 anni dentro i nosocomi, per renderli a misura di pazienti. Questa ex cartoonist della Walt Disney Company ci racconta tutta la scienza e la ricerca che stanno dietro ai suoi disegni

Tiziana Moriconi

Sally Galotti: “Coloriamo gli ospedali” (video)

Credits: Franco Pieri - www.juxiproject.com

Orchidee giganti dai colori brillanti in quella che sembra la scenografia di un sogno. O la parete di un qualche laboratorio artistico. E invece siamo in un ospedale pubblico, nella sala destinata alla mammografia 3D, appena inaugurata in occasione dell'arrivo della nuova tecnologia d'avanguardia, la tomosintesi. Chi d'ora in poi si recherà alla clinica Mangiagalli di Milano per una visita al seno di routine si ritroverà a contemplare questi meravigliosi disegni. Anche nella sala accanto, quella dedicata all'ecografia, ci saranno fiori ad accogliere le donne: delle grandi peonie, aperte e delicate.

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Pareti che raccontano, proteggono e incoraggiano. Questi soggetti non sono scelti a caso: sono simboli che parlano alla donna: le dicono che sarà trattata come un fiore, o che come una peonia il suo seno deve schiudersi per permettere al radiologo di sapere se è in salute. Oppure trasmettono vitalità e energia, a significare che quello che si sta effettuando è solo un esame di controllo, che va affrontato senza angoscia. E le orchidee, fiori annuali, vogliono ricordare che la mammografia va ripetuta periodicamente.

La storia di Sally. L'artista autrice di tutte queste opere è Sally Galotti, una donna che 17 anni fa ha deciso di lasciare la sua carriera come cartoonist alla Walt Disney Company per dedicarsi a qualcosa di completamente nuovo: l'umanizzazione pittorica degli ambienti ospedalieri. Un'esperienza personale in Romania, negli ospedali che ospitavano i bambini malati di Aids, le ha cambiato la vita: Sally ha creato il delfino Juxi, il suo simbolo, e ha cominciato a collaborare con le migliori strutture pediatriche italiane - Bambin Gesù di Roma, Gaslini di Genova, il Cona di Ferrara, il Buzzi di Milano.

Un team instancabile. Alla clinica Mangiagalli, Sally è entrata per la prima volta poco più di un anno fa. C'era una sala di interventistica (quella in cui si esegue un tipo di agoaspirato più invasivo rispetto allo standard) dove si vede se la donna ha o meno un tumore: era come una qualsiasi sala dei nosocomi cui siamo abituati: fredda, asettica, con gli strumenti – dall'aspetto certo non rassicurante - bene in vista.

Sally era stata chiamata dalla coordinatrice tecnica della radiologia senologica, Stella Pedilarco, che era venuta a conoscenza dei suoi lavori negli ospedali pediatrici. Insieme, e con il sostegno di Maria Silvia Sfondrini, responsabile dell'Unità di Senologia, le donne hanno lavorato senza sosta. Quella stanza oggi è irriconoscibile: è stata trasformata nel centro di un bocciolo di rosa, con i petali che separano e proteggono idealmente la donna dall'esterno, lasciandole ammirare un cielo terso sul soffitto, e petali sul pavimento a forma di cuore.

La percezione dell'ambiente nel disagio. Come i fiori, anche la scelta dei colori è studiata. “Lavorando negli ospedali ho imparato che le persone che si trovano nel disagio della malattia hanno una percezione dell'ambiente molto diversa da chi è nell'agio”, spiega Sally. “Anche i colori hanno un effetto diverso a seconda della persona-paziente che osserva. Nei reparti di oncologia, per esempio vanno privilegiati i colori tenui, cercando di creare un'atmosfera con il giusto equilibrio tra le tonalità; il giallo e il rosso e in generale i colori molto accesi vanno evitati in caso di rischio di nausea da chemio, in neurochirurgia e in psichiatria; i contorni sfumati, invece, rilassano. Insomma, mi sono resa conto che l'attenzione all'ambiente poteva in qualche modo fare parte della cura. Così, circa 10 anni fa, ho bussato alle porte del Dipartimento di Psicologia di Bologna e ho trovato il sostegno di Fiorella Monti, docente di i Psicologia Dinamica. Con il suo gruppo studiamo la qualità affettiva dell'ambiente ospedaliero in maniera scientifica, pubblicando i nostri studi. Alla Mangiagalli, per esempio, gli operatori stanno somministrando alle donne, sia prima sia dopo l'allestimento, dei questionari elaborati ad hoc, per capire in che modo l'ambiente influenzi il loro stato d'animo, o la loro predisposizione a tornare gli anni seguenti per i nuovi controlli di routine”.

La nuova sala per la tomosintesi. “Nella nuova sala della tomosintesi (mammografia 3D, ndr.), il mio intento è stato proprio quello di sdrammatizzare l'idea della mammografia – continua Sally – e per questo ho suggerito anche di utilizzare una musica in filodiffusione di sottofondo: il mio obiettivo principale è invitare le donne alla prevenzione”. D'altra parte, come ricorda Stella Pedilarco, “Un programma di screening che non tiene conto degli aspetti relazionali e di umanizzazione rischia di vanificare il vero scopo del programma: la salute ed il bene della donna”.

La scienza e la tecnica dietro l'arte. Anche la tecnica messa a punto da Sally è innovativa. “Il mio lavoro comincia in studio, in questo caso fotografando i fiori. Le immagini elaborate al computer sono stampate su carte adesive che vengono poi plastificate. Si usano rigorosamente materiali non tossici e inchiostri certificati. È impensabile oggi dipingere sui muri: l'ospedale riceve del materiale ignifugo, lavabile, con certificazioni e garanzie e con precise caratteristiche di manutenzione”.

“Inizialmente questi forti cambiamenti sono stati difficili da accettare per noi medici”, confida Maria Silvia Sfondrini: “Ma con il tempo, lavorando nella sala, abbiamo visto con i nostri occhi quanto l'influenza dell'ambiente sia positiva non solo per le pazienti, ma anche per gli operatori. Perché si ricrea un ambiente di agio, familiare, molto diverso da quella realtà un po' scrostata, fredda, delle normali sale ospedaliere”.

https://www.youtube.com/watch?v=V72k8l5ljOc

Il lavoro di umanizzazione pittorica Juxi, nasce dalla personale esperienza di Sally Galotti, illustratrice della Walt Disney Company, designer e cartoonist eclettica che, per passione, cominciò a disegnare le pareti degli ospedali di bambini malati di Aids in Romania

Grazie alla donazione del Lions Club Forlì Host, dopo il reparto di Pediatria di Forlì, Sally Galotti, disegnatrice forlivese di fama internazionale, ha potuto proseguire in tempi brevissimi anche la decorazione della sala d’attesa e dell’ambulatorio vaccinale della sede di Pediatria di Comunità di via Colombo con due bellissimi pannelli. Si tratta del completamento di un’opera che permetterà, a tutti i bambini forlivesi che si recano in ospedale e negli ambulatori territoriali per le vaccinazioni e i controlli, di godere delle splendide atmosfere fiabesche ricreate dai disegni di Sally.

“Il Lions Club Forlì Host – spiega il presidente Paolo Talamonti - dopo l’importante donazione delle opere della Galotti al reparto di Pediatria di Forlì, ha pensato di concludere il percorso per l’umanizzazione dei locali sanitari dedicati ai bimbi forlivesi, facendo allestire dei pannelli anche nei locali della Pediatria territoriale. Siamo felici di aver potuto mantenere la promessa, facendo completare questa realizzazione”

Il lavoro di umanizzazione pittorica Juxi, nasce dalla personale esperienza di Sally Galotti, illustratrice della Walt Disney Company, designer e cartoonist eclettica che, per passione, cominciò a disegnare le pareti degli ospedali di bambini malati di Aid in Romania. A seguito della risposta positiva dei bambini e all'eco dei media, la sua professionalità è stata richiesta in numerose Pediatriche italiane, fino ad essere formalmente riconosciuta dal Ministero della Sanità della Repubblica Italiana.

“Ringraziamo il Lions per avere donato queste bellissime opere alle nostre strutture, dove ogni giorno passano decine di bambini e le loro famiglie - dichiarano Lucio Boattini, Direttore del Distretto di Forlì, Stefano Boni, Direttore delle Cure Primarie e Anna Maria Baldoni, responsabile della Pediatria di Comunità - L'arte che cura è una scoperta, un arricchimento culturale, un'opportunità terapeutica. Tutti abbiamo toccato con mano l’effetto benefico che queste attività hanno sui pazienti, nell’abbassare i livelli di stress e nel favorire il percorso di guarigione. L’effetto benefico è ancora maggiore sui bambini, che vengono nelle nostre strutture per sottoporsi ad una vaccinazione o ad una visita. Siamo dunque particolarmente grati per questa donazione che, insieme alla Pediatria ospedaliera, interessa anche una struttura sanitaria del territorio forlivese che accoglie bambini."

http://www.forlitoday.it/cronaca/pediatria-colorata-il-lions-club-forli-host-dona-i-pannelli-di-sally-galotti.html

Il Lions Club Forlì Host ha donato alla Pediatria di Forlì il prezioso lavoro di Sally Galotti, che ha decorato le sale del reparto con ambientazioni ispirate al mondo dei cartoon.

“Vorrei fare diventare quello di Forlì il reparto di Pediatria più bello d’Italia”

Ha iniziato così la presentazione del suo splendido lavoro all’ospedale Morgagni Pierantoni, Sally Galotti,l’artista forlivese conosciuta a livello internazionale per le sue realizzazioni.

Ottanta metri quadri di fantasia e creatività, realizzati grazie all’importante service donato dal Lions club Forlì Host all’U.O. di Pediatria di Forlì. Il lavoro di umanizzazione pittorica Juxi ®, ideato ed eseguito da Sally Galotti presso la pediatria forlivese, ha voluto realizzare un’ambientazione fantastica a 360 gradi nella sala giochi, con decorazioni alle pareti e pavimenti del day hospital e nella sala giochi, in modo da deospedalizzare l'ambiente e regalare ai più piccoli un angolo di fiaba. Nelle sale mediche sono stati realizzati grandi pannelli a tema, ricchi di particolari, che rappresentano il mondo sottomarino, l'isola del tesoro, il bosco incantato e una scenografia fiabesca con mamme e i loro cuccioli “per contenere il trauma dell'ospedalizzazione”.

http://salute.regione.emilia-romagna.it/news/ausl-romagna/la-disegnatrice-forlivese-della-disney-sally-galotti-per-la-pediatria-di-forli

Reparto inaugurato oggi dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti, insieme a decine di medici, clown dottori ed esponenti politici

Roma, 12 feb. (Adnkronos Salute) - Nove stanze con bagno privato, un'area gioco coloratissima con fiori, farfalle, e animali, una stanza adibita a scuola, ma anche un cucina per alleggerire la quotidianità delle famiglie con un bimbo malato di tumore. E' il nuovo Reparto di Oncologia pediatrica dell'Umberto I di Roma, inaugurato oggi dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti, insieme a decine di medici, clown dottori ed esponenti politici che hanno voluto trasformare questa giornata in una festa. "Abbiamo avuto la meglio sulle lungaggini burocratiche, gli spot e le false partenze della macchina amministrativa. Oggi siamo riusciti a garantire la dignità ai malati, ai familiari e agli operatori", ha detto il Dg dell'Umberto I Domenico Alessio. "Ho visitato il reparto e devo dire che sono rimasta davvero colpita. E' un fiore all'occhiello per la sanità di Roma", ha sottolineato il ministro Lorenzin. Questi nuovi spazi a misura di bambino arrivano dopo 7 anni di attesa e sono il frutto di un'alleanza che ha visto insieme l'associazione Io Domani, la Fondazione Vodafone Italia e la Fondazione Sapienza. Ai 457 mila euro della Regione Lazio i privati hanno aggiunto 603 mila euro, per un finanziamento che ha superato il miliardo. Una somma necessaria a far cambiare volto a un servizio istituito nel 1968. Il reparto rinnovato è dotato di un'area giochi rallegrata da disegni di Sally Galotti, illustratrice della Disney, e di un'area accoglienza per i nuovi casi - circa 60 l'anno - in cui medici, infermieri e psicologi possono incontrare i bambini e i loro familiari. "Finalmente oggi abbiamo una struttura di cui andare fieri", sottolinea Luigi Frati, rettore della Sapienza di Roma. Nel reparto si contano circa 550 ricoveri l'anno, per il 30% di bimbi provenienti da fuori regione e per il 10% da Paesi esteri come Magreb, palestina, Romania, Polonia, Ucrania. Il day hospital, inoltre, registra una frequenza di 1.200 accessi l'anno per terapia e follow up.Nel reparto si effettuano terapia all'avanguardia per tutti i tipi di tumori solidi infantili e per quelli in stadio avanzato, "dove - spiegano i sanitari - si applica la metodica delle alte dosi farmacologiche seguite dal trapianto di cellule staminali, che prevede il ricovero del bambino in camera sterile". "Il rapporto con questo ospedale non nasce oggi e non finisce oggi - ha affermato Saverio Tridico, consigliere di Amministrazione di Vodafone Italia - L'attività della nostra Fondazione non e' episodica: guardando al futuro, proseguiremo nel progetto di umanizzazione di questo reparto, contribuendo alla realizzazione di una struttura in grado di offrire una migliore qualità di vita e di cure ai piccoli pazienti ed alle loro famiglie". "Il progetto inaugurato oggi - prosegue Tridico - rappresenta un esempio di come, attraverso la partnership pubblico-privato, si possano fornire delle risposte concrete in supporto alle situazioni crescenti di disagio sociale"."Questa iniziativa - gli fa eco Renato Guardini, presidente della Fondazione Roma Sapienza - è l'esempio di come sfera pubblica e privata possano collaborare per contribuire al conseguimento di risultati importanti per il nostro Paese".

Musica e aromi completano l'ambiente

Il progetto di un'ex disegnatrice Disney

"Tutte le donne qui alla fine piangono, serviva un aiuto psicologico per ridurre l'ansia"

Cinzia Sasso (La Repubblica - Milano) – 04 ottobre 2013

DIMENTICATE Grey's Anatomy e anche il vecchio E.R. e i suoi medici in prima linea. Bisogna cancellare anche il più assodato dei luoghi comuni e cioè che gli ospedali siano dei luoghi asettici e naturalmente bianchissimi. In questo ottobre, mese dedicato alla prevenzione del cancro al seno, la clinica Mangiagalli ha deciso di regalare un sorriso alle donne, e l'ha fatto colorando le loro sale operatorie. Domani, al termine di una giornata di studio sull'umanizzazione del percorso senologico, per la prima volta quelle nuove sale dipinte di rosa saranno mostrate ai 150 operatori - radiologi, medici, ostetriche, infermieri che partecipano ai lavori. Ci sarà il taglio del nastro e una visita guidata al piano sotterraneo, nelle sale dove ogni giorno le donne fanno la fila per sottoporsi allo screening o per subire degli interventi.

LUNEDI i medici e le pazienti che avevano in programma interventi di biopsia hanno già avuto una grande sorpresa: la sala operatoria sembrava il bocciolo di una rosa, con le pareti che sembrano petali delicati e un pezzetto di cielo al posto di un candido e gelido soffitto. La trasformazione è avvenuta nel weekend, quando non si fanno interventi e in ospedale c'è la calma dei giorni festivi. Mentre in giro per Milano galoppavano le modelle della settimana della moda, dentro la Mangiagalli una donna che sembra una mannequin dava le direttive per trasformare l'ambiente freddo e pauroso della sala delle biopsie in un ambiente caldo e accogliente. Si chiama Sally Galotti ed è una disegnatrice che ha lasciato una promettente carriera alla Walt Disney per dedicarsi a migliorare l'ambiente dove si curano le persone.

Il suo progetto nasce nel '97, quando viene per caso a contatto con la sofferenza dei bambini ammalati di Aids di un ospedale romeno. Un'esperienza terribile, dalla quale esce con una convinzione: bisogna fare di tutto per riuscire a portare un sorriso nella vita dei bambini malati. Crea così Juxi, un delfino, che sarà il suo simbolo e parte con un programma che ha come obiettivo quello di rendere più amici i luoghi di cura e che la porterà nelle pediatrie di tutta Italia, dal Bambino Gesù di Roma al Gaslini di Genova, dal Cona di Ferrara al Buzzi di Milano. Lavora insieme a una professoressa di psicologia dell'Università di Bologna e insieme misurano quanto un ambiente fisico più amico aiuti i malati. Dice: «Il ricovero in ospedale è sempre un trauma gravissimo, ma noi abbiamo scoperto che la qualità affettiva degli ambienti decorati riesce a ridurre l'ansia dei bambini e a portare loro dei benefici senza che se accorgano». Quello che ha realizzato nel reparto diagnostica della Mangiagalli è il primo progetto destinato alle donne e inizia dalla sala più delicata dal punto di vista emotivo, quella dalla quale la donna esce con la sentenza. Il responso della biopsia, che ti dirà se hai il cancro oppure no, ricambiala vita. Racconta Stella Pedilarco, il tecnico che segue il reparto: «C'è un carico emotivo enorme, e quasi tutte le donne alla fine scoppiano a piangere. Noi, che siamo orgogliosamente un centro di riferimento pubblico, abbiamo voluto dare qualcosa di più. Non solo l'eccellenza delle cure, ma anche un aiuto psicologico ». Un percorso fortemente voluto dalla dottoressa Silvia Sfondrini, responsabile dell'unità di radiologia senologica. Pareti colorate di rosa, petali delicati, «perché — continua Sally Galotti— è importante che le donne pensino che verranno trattate come un fiore». Nella sala sono stati installati anche diffusori di profumi e durante il mammoton, che richiede un'anestesia locale, verrà mandata in sottofondo la musica. La scelta dei colori delle pareti e dei disegni da applicare, non è casuale. I colori vivi — i rossi, i gialli — sono adatti alle degenze brevi; il verde, rassicurante, è indicato per le neurologie; i colori tenui, come l'azzurro o appunto il rosa, sono giusti per i reparti di oncologia. Non sono scelti a caso nemmeno i materiali: sono naturalmente ignifughi, lavabili e rispettano tutte le indicazioni di sicurezza. La tecnica è complessa: i disegni, studiati sulle esigenze del singolo ambiente, vengono riportati su grandi pellicole che poi sono montate nelle sale operatorie o nelle degenze. Domani, nell'aula magna della Mangiagalli, dopo che al mattino si sarà parlato di breast unit e di prevenzione, si parlerà anche di colori, disegni e profumi per un ospedale più umano.

LA SORPRESA

Il nuovo assetto della sala biopsie alla Mangiagalli verrà presentato domani a 150 operatori specializzati: i colori tenui come il rosa e l'azzurro, scelti da una disegnatrice e da una psicologa, sono indicati per i reparti di oncologia.


http://video.d.repubblica.it/attualita/l-ospedale-e-a-colori/2250/2276